Le costellazioni Familiari

Cosa sono:

Le costellazioni familiari e sistemiche sono una presunta forma di psicoterapia psicologica, e trovano le loro radici nella prassi di diversi approcci psicoterapetici. Probabilmente la radice più antica la trova nella prassi della Psicoanalisi Freudiana (Bert Hellinger -l’ideatore della costellazioni familiari- è stato sacerdote prima che psicoanalista), riprende poi molti aspetti dalla Psicoterapia della Gestalt, dalla Psicoterapia Sistemico Familiare, dall’Ipnosi Eriksoniana, dallo Psicodramma di Moreno.

Bert Hellinger a partire dal 1980 espose le basi delle sue linee teoretiche e metodologiche in merito alle Costellazioni familiari e Sistemiche, una delle varie espressioni della psicologia fenomenologica e sistemica. Poco dopo lo stesso periodo, in Francia Anne Anceline Schutzemberger mette appunto una tecnica che si potrebbe definire sorella delle costellazioni familiari, chiamata “Sindrome degli Antenati”. Qualche anno più tardi nel ‘90, due sorelle psicoterapeute del Mental Research Institute di Palo Alto, Doris e Lise Langlois, mettono a punto un’altra tecnica ancora sorella delle costellazioni familiari, dandole il nome di “Psicogenealogia“.

Secondo Hellinger e i suoi sostenitori gli elementi teoretici che sono alla base della terapia sarebbero ripresi da numerose concezioni e pratiche sviluppate nell’ambito della psicologia e della psicoanalisi, ma anche di altre definite come pseudoscientifiche [1]. Hellinger ritiene che la vita di ognuno sia condizionata da destini e sentimenti che non sarebbero veramente propri e personali; anche malattie gravi, il desiderio di morte e problemi sul lavoro potrebbero essere dovuti, secondo questa teoria, a “irretimenti” del sistema-famiglia e potrebbero essere portati alla luce attraverso il processo delle “costellazioni familiari”.

Queste sono costituite da una “messa in scena”, riprodotta da “rappresentanti”, che in modo intuitivo ricreerebbero le inter-dipendenze esistenti tra i componenti di una famiglia o di un gruppo, permettendo in tal modo di evidenziare le dinamiche inconsce che produrrebbero sofferenza in molti aspetti della vita (relazioni affettive, relazioni professionali, rapporto con il denaro e con la salute). Ciò che accade durante una rappresentazione familiare può essere spiegato “scientificamente” , o meglio, pseudoscientificamente rifacendosi a spiegazioni da varie angolazioni: la teoria dei campi morfogenetici di Rupert Sheldrake, gli studi di Masaru Emoto sulla “memoria delle acque”, i diversi stati di coscienza che ben spiega l’ipnosi eriksoniana, ed in varie altre teorie e modalità di percezione delle emozioni/sensazioni.

Tecnica [modifica]

La “costellazione” si svolge, di norma, ma non esclusivamente, nel corso di seminari di gruppo, dove uno o più partecipanti sono potenzialmente interessati a rappresentare la propria “costellazione familiare”. I seminari riguardanti le “costellazioni sistemiche”, cioè riguardanti gruppi o strutture sociali, come quelli del lavoro, di nazioni, di religioni, di società, si svolgono con una struttura simile.

Tutti i presenti si dispongono, seduti, in un cerchio molto ampio e tra loro si pone anche il conduttore, detto anche “facilitatore”. Questi coadiuva i presenti a raggiungere uno stato di rilassamento e presenza attiva e verifica chi tra i presenti intenda mettere in atto la propria costellazione; in linea di principio è data la precedenza a chi non manifesta apprensione, ansia, fretta e si fa percepire come sicuro di poter formulare la propria questione in maniera chiara e precisa.

La domanda di apertura e le domande sulla famiglia [modifica]

Il conduttore invita la persona prescelta a sedersi al suo fianco e quindi pone la domanda di apertura, che serve a focalizzare il tema da “esplorare”. Il facilitatore aiuta il partecipante nel fornire la risposta più chiara, centrata e breve possibile. Secondo quanto esposto sarà evidente se sarà rappresentato il sistema familiare d’origine o quello attuale. Se la risposta riguarda il passato è interessata la famiglia d’origine (genitori, fratelli e sorelle, nonni, zii, ecc.); se la risposta riguarda il presente è esposta la famiglia attuale (marito o moglie o compagno, attuale o eventualmente precedente, figli, e così via ). In alcuni casi le risposte riguardano entrambe le costellazioni (quella di origine e l’attuale).

Secondo il tema formulato nella prima risposta, il conduttore pone altre brevi e circostanziate domande o sulla famiglia di origine e/o su quella attuale; alla persona è richiesto di formulare risposte molto brevi, concise e centrate unicamente sui fatti evitando di emettere commenti, interpretazioni, impressioni od emozioni personali.

La scelta ed il posizionamento dei rappresentanti. [modifica]

Dietro invito del conduttore, il quale definisce quali debbano essere i membri della famiglia chiamati in causa nella “messa in scena”, la persona in questione, dopo essersi concentrato sceglie tra i presenti, senza alcun criterio di somiglianza fisica o di età, ma solo di corrispondenza di sesso, un rappresentante per se stesso e per ogni suo familiare coinvolto, anche se già deceduto. La scelta si svolge in silenzio. Poi la persona interessata ha il compito, senza pensarvi troppo a lungo e sempre in concentrato silenzio, di prendere per le mani o per le spalle i rappresentanti scelti e di posizionarli al centro del cerchio, in relazione l’uno con l’altro, secondo il proprio sentire e secondo la sua immagine interiore. Non deve dar loro alcuna particolare impostazione fisica: i rappresentanti sono inizialmente sempre tutti in piedi, con le braccia lungo i fianchi e la testa diritta. Non devono nemmeno essere date istruzioni su stati d’animo da percepire o spiegazioni sulla loro reciproca posizione o eventuali sguardi significativi; la persona deve solamente badare ad indicare chiaramente dove lo sguardo del rappresentante deve indirizzarsi. Quando ha finito di posizionare tutti i membri della famiglia che sono stati coinvolti, il cliente si siede di fianco al conduttore in modo che entrambi abbiano la visione completa dell’insieme. Da questo momento in poi è solo uno spettatore silente, a meno che il facilitatore non lo coinvolga direttamente, e lascia che tutto ciò che avviene agisca su di lui.

Lo svolgimento della costellazione [modifica]

Ai rappresentanti viene richiesto di assecondare, senza alcuna teatralità, ogni loro basilare ed istintivo movimento fisico, in quanto, secondo la teoria di Hellinger, essi avrebbero, in maniera del tutto inconsapevole, cominciato ad avvertire ciò che i membri della famiglia avrebbero realmente provato, accedendo non solo ai sentimenti ma anche, in molti casi, alle sensazioni corporee dei loro rappresentati. Secondo Hellinger sarebbero infatti entrati in contatto con il cosiddetto “campo energetico” del sistema familiare in questione[2]

Il conduttore lavorerebbe quindi in armonia con le forze che agirebbero e guiderebbero il campo energetico del sistema familiare messo in atto. Qui sarebbero messe all’opera la sensibilità e tutte le capacità e le conoscenze del facilitatore. A volte il conduttore interviene spostando fisicamente i rappresentanti in altre posizioni spaziali; a volte chiede loro di esprimere, con poche e semplici parole, le proprie percezioni fisiche del momento piuttosto che il loro stato d’animo o i sentimenti verso se stessi o verso gli altri componenti della costellazione, e sempre e solo in quanto rappresentanti. A volte chiede loro di provare a pronunciare semplici frasi che servirebbero ad annunciare tensioni o a scioglierle (“sono arrabbiato con te”, “ti prego”, “ti rispetto”, “‘ti onoro”, “tienimi con te”). In altre occasioni reintegra nella “costellazione”, con nuovi ed altri rappresentanti, membri della famiglia che sono stati , in passato, esclusi o dimenticati dal nucleo familiare in questione. Molto spesso e verso il termine della rappresentazione, il facilitatore chiede al cliente di inserirsi al posto del proprio rappresentante, in quanto questo consentirebbe una completa, e a questo punto integrata, visione dell’insieme e favorirebbe un’ulteriore presa di contatto con i cambiamenti che sarebbero avvenuti e che starebbero avvenendo.

Termine della costellazione [modifica]

Attraverso quindi un misurato e graduale cambiamento di posizioni spaziali ed emotive dei rappresentanti, che il più delle volte si ritiene sarebbe avvenuto in maniera spontanea e, a volte, invece attraverso l’intervento del conduttore, la “costellazione” evolverebbe verso livelli generali di maggiore comprensione, partecipazione e verso un’immagine di armonia, equilibrio e pace, che sarebbe a tutto vantaggio della persona interessata ma, di riflesso e nella maggioranza dei casi, porterebbe vantaggio anche del nucleo familiare stesso e per i tutti i partecipanti al seminario.

L’immagine creata secondo la teoria di Hellinger potrebbe far iniziare la trasformazione interiore della persona in questione, che potrebbe durare anche per un lungo periodo e coinvolgerebbe l’intelletto, la nostra parte consapevole, in maniera assai limitata.

Una costellazione, in genere, può durare dai 20 minuti ad un’ora, ma vi possono essere costellazioni più brevi o più lunghe. Scopo principale dell’agito non sarebbe quello di far chiarezza sulle migliaia di “ombreggiature” presenti in una famiglia, ma quello di portare in vista il cosiddetto “irretimento”, che costituirebbe l’impasse saliente per la persona interessata.

Se la costellazione dovesse mostrarsi come particolarmente emotiva, il facilitatore può porre termine alla rappresentazione, così come può fermarla se la situazione in atto dovesse manifestare stagnazione o mancanza di energia. In entrambi i casi la costellazione svolge comunque un suo compito ed intento. In genere viene sconsigliato di attuare un’altra costellazione, anche se in merito ad altri temi, in tempi brevi.

Elementi teorici [modifica]

Tra gli elementi salienti della teoria delle costellazioni familiari e sistemiche si citano:

“Ordini dell’amore” [modifica]

Nell’ambito della psicologia sociale ogni essere umano sente l’esigenza di appartenere ad un gruppo sociale (famiglia, nazione. religione, clan, tribù, setta, ecc.). L’appartenenza ad un gruppo tutela e, in certi termini, ha garantito e garantisce la sopravvivenza.

Secondo Hellinger, ciascun gruppo è un “sistema” che stabilisce e fa percepire a tutti i suoi componenti cosa è “corretto”, “giusto” e cosa è “scorretto”, “sbagliato”, creando i cosiddetti “ordini di appartenenza”. Il concetto di “ordine” viene riportato sia ad un aspetto “cronologico” (l’ordine di arrivo nella vita: chi è arrivato prima e chi è arrivato dopo), così come ad un aspetto di disposizione giusta, legittima, appropriata, corretta, equilibrata delle cose.

Gli “ordini dell’amore” nella famiglia sarebbero ordini strutturali fissi, che verrebbero attuati naturalmente ed in maniera per lo più inconsapevole dai vari membri di una famiglia allo scopo di mantenere in equilibrio il “sistema familiare” e provvedere alla sua sopravvivenza. Sarebbero tali ordini a creare il senso di appartenenza al clan. Hellinger li considera componenti “arcaiche” della struttura familiare, di tale forza da agire sui destini dei singoli membri della famiglia e influire in modo incisivo nella loro vita. Questi ordini sarebbero prefissati, anche se in continua trasposizione, in modo analogo al sistema delle costellazioni astronomiche

Tre leggi caratterizzerebbero gli “ordini dell’amore”: la “legge dell’appartenenza, la “legge dell’ordine sacro” e la “legge dell’equilibrio ed esclusione”.

  • Legge dell’appartenenza: ogni membro di un sistema familiare avrebbe il diritto assoluto di fare parte del sistema-famiglia e di essere nella sua collocazione legittima. Secondo Hellinger non dovrebbero esservi giudizi interni alla famiglia in merito a chi sia migliore o peggiore degli altri né a chi abbia più o meno diritto di essere parte della famiglia stessa. Tutti i membri avrebbero invece il medesimo diritto di fare parte del clan, ora e da sempre.
  • Legge dell’ordine sacro: in base all’unicità di ogni essere umano, secondo Hellinger all’interno della famiglia, ogni membro avrebbe una posizione unica, insostituibile e speciale in relazione a tutti gli altri. Questa posizione nascerebbe nel momento in cui la persona entra nella vita della famiglia e nessun altro potrebbe o dovrebbe occupare il posto che le spetterebbe di diritto.
  • Legge dell’equilibrio ed esclusione: nel “sistema familiare” esisterebbe non solo un senso dell’appartenenza, dell’ordine, ma anche un senso dell’equilibrio. Secondo Hellinger ognuno deve essere pienamente responsabile di ciò che fa: le conseguenze di ogni azione portata a termine da un componente della famiglia ricadrebbero su tutto il sistema, se il responsabile non se ne facesse carico. Anche ogni torto commesso, all’interno della famiglia, nei confronti di un predecessore dovrebbe trovare la sua compensazione tramite un successore (secondo l’antico concetto della nemesi). La “coscienza familiare”, che tenderebbe secondo Hellinger sempre all’equilibrio, si farebbe carico delle persone escluse e dimenticate dalla famiglia stessa, a seguito di emarginazione sociale, menomazioni fisiche o mentali, carcerazione, omosessualità, emigrazione, scelte religiose, morte precoce, nascita non riconosciuta ) e avrebbe come scopo quello di “reintregare” l’escluso nella ricordo della famiglia.

Irretimento [modifica]

Pertanto Hellinger afferma che se un predecessore, membro della famiglia, è stato ed è escluso o dimenticato dalla famiglia stessa, nel sistema agirebbe una pressione ( che proverrebbe, in maniera per lo più inconsapevole, dalla “coscienza collettiva” ) affinché un successore si faccia carico di tal predecessore, difendendone il ricordo e il diritto. Ciò porterebbe il successore ad identificarsi con il predecessore, a volte fino a riprenderne il destino, ripercorrendone la malattia, le difficoltà di vita o persino la morte. Hellinger parla allora di “irretimento” che si manifesterebbe nelle forme concettuali di “ti seguo nel destino”, “‘vado io al tuo posto”, “voglio espiare la tua colpa”.

Ordine gerarchico [modifica]

Secondo Hellinger l’ordine gerarchico-temporale, in una famiglia, stabilirebbe che vengano sempre prima il padre e la madre, poi i figli, inclusi tutti i “non nati” o morti, dal maggiore al minore. Avendo i genitori (i cosiddetti “grandi”) donato la vita ai figli (i cosiddetti “piccoli”), secondo Hellinger questo sarebbe già sufficiente perché i figli debbano rispetto verso chi li ha generati. Ogni giudizio negativo di un figlio nei confronti di un genitore porrebbe pertanto il figlio in condizione di superiorità rispetto a colui che invece deve “venire prima”: il figlio pertanto si porrebbe fuori dall’ordine, generando una disarmonia che sfocerebbe inevitabilmente in un conflitto.

Hellinger ritiene che, rifiutando un genitore, si crei come un nodo che, invece di aiutare il figlio a distaccarsi da chi lo ha “generato e preceduto”, creerebbe un vero legame vincolante: egli afferma che noi stessi saremmo “i nostri genitori” e che accettarli significherebbe accettare se stessi: il “sì” verso un padre o una madre rifiutati non sarebbe un “sì” di obbedienza, ma di accettazione, e questo favorirebbe il distacco, aiutando a sciogliere il nodo, proprio tramite l’”inclusione” del genitore nella vita del figlio.

Amore cieco [modifica]

Il vincolo che unisce i figli ai propri genitori sarebbe un sentimento inconscio, e “arcaico”, che supererebbe anche l’effettiva mancanza di contatto (nel caso il figlio venga cresciuto da altre persone) o i sentimenti in atto (“‘accetto mia madre ma non mio padre”), in maniera incondizionata.

Secondo Hellinger spesso un figlio manifesterebbe il naturale e profondo amore verso i propri genitori con un amore non solo senza condizioni, ma anche “cieco”, che lo spingerebbe a copiare o a prendere su di sé il destino del proprio genitore. Alcuni figli sarebbero di conseguenza pronti a sacrificare la propria esistenza per i genitori e Hellinger afferma che, seguendo le inconsapevoli affermazioni “vado io al tuo posto”, “voglio espiare la tua colpa”, “ti seguo nel tuo destino”, un figlio farebbe ciò che gli è possibile per seguire o sostituire il proprio genitore, spesso in un destino di fallimento, isolamento, malattia o morte.

Movimento interrotto [modifica]

I genitori, e specialmente la madre, offrirebbero ai figli amore, sicurezza, senso di protezione e fiducia, fonte di appagamento. Il figlio dipende in maniera totale dai genitori e in particolare dalla madre, con la quale esisterebbe un rapporto non solo di dipendenza, ma di unione simbiotica da parte del neonato, che, non avendo sviluppato il senso dei propri confini, è incapace di distinguere tra se stesso e la madre.

Secondo Hellinger, se durante la gravidanza o il parto o nei primi due anni di vita un evento traumatico, prolungato nel tempo, crea una separazione e spezza il rapporto tra il figlio e il genitore, si avrebbe quello che chiama “movimento interrotto”. Una gravidanza portata a termine in uno stato di pericolo per le condizioni esterne come nel caso di guerre o carestie, oppure per condizioni fisiche, oppure gravi difficoltà nel parto o, ancora di più, lunghe malattie fisiche della madre o del bambino subito dopo, causerebbero questo movimento interrotto. Particolarmente angosciante e traumatica viene considerata l’esperienza della morte della madre durante il parto o poco dopo di questo. Secondo Hellinger chi ha subìto un tale shock avrebbe uno schema di comportamento che lo spinge a cercare ciò che desidera, ma, nello stesso tempo, evitando qualsiasi possibilità per ottenerlo. Per trovare una soluzione a questo caso Hellinger propone un’interazione tra le “costellazioni” e la “Holding Therapy” di Jirina Prekop

Le Costellazioni Familiari, messe a punto da Bert Hellinger consentono di scoprire, portare alla luce e sciogliere “irretimenti” familiari che si trasmettono di generazione in generazione e che sono causa di malattie e disturbi psichici e fisici.

Rappresentano dunque un valido contributo per affrontare varie problematiche, siano esse relazionali, professionali o legate a malattie.

Per cogliere appieno il significato di questo approccio è importante assumere una prospettiva sistemica. In un sistema il singolo non è importante di per sé ma in funzione di qualcosa di più grande, il sistema appunto. Esistono tanti sistemi, quello che ci viene in mente subito è l’ecosistema, di cui si parla molto, c’è anche un sistema azienda, un sistema famiglia e così via.

Sembra che in ogni sistema ci siano delle forze assai potenti per cui il singolo è per così dire responsabile per la parte che gli compete, spesso a sua insaputa, del funzionamento del tutto. Un altro esempio è il sistema assai complesso dell’organismo vivente.

E’ abbastanza intuitivo pensare che da certi sistemi si possa uscire, per esempio da una associazione sportiva e da altri no, primo fra tutti l’ecosistema ma anche il sistema familiare.

Nella terapia familiare l’individuo allora non è mai preso come elemento isolato ma inserito in un determinato contesto di relazioni, questo permette di trovare legami e connessioni quasi sempre inconsci, con destini difficili nel sistema-famiglia.

Attraverso il metodo delle Costellazioni Familiari possiamo allora rendere consapevoli certi processi destinati normalmente a restare e agire nell’oscurità e nello stesso tempo ristabilire il collegamento con le forze vitali delle origini, in accordo e all’unisono con gli “ordini dell’Amore”.
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Gli “ordini dell’Amore”:

Nella pratica delle Costellazioni Familiari è emerso che esistono in ogni sistema familiare degli ordini strutturali fissi per mantenere in equilibrio il sistema e provvedere alla sua sopravvivenza. Bert Hellinger ha dato loro il nome di “Ordini dell’Amore” ovvero ciò che crea l’appartenenza al clan e ne garantisce la sopravvivenza dei suoi membri. Si tratta di una componente arcaica della struttura familiare tanto potente da indirizzare i destini dei singoli e influire in modo incisivo nella vita di tutti noi. Questi ordini sono dati, così come esiste un ordine, seppure in continua trasformazione, nel sistema stellare, così esiste un ordine nel sistema familiare. Da qui il termine Costellazioni Familiari.

Nel sistema familiare vige un senso dell’ordine e dell’equilibrio, la coscienza del clan, per cui ogni torto fatto ad un predecessore deve essere compensato da un successore. Questa coscienza si fa carico delle persone escluse e dimenticate dalla nostra anima e non si arrende fino a che non viene ridato, all’escluso, un posto e la dignità nel nostro cuore.

Quindi, finchè una persona è esclusa o dimenticata, nel sistema agisce una pressione affinché un successore in qualche maniera ne difenda i diritti, identificandosi con lui, a volte imitandone il destino negativo come una malattia o la morte precoce. Si parla allora di “irretimento”.
Senza elencare tutti gli Ordini dell’Amore, ci limitiamo qui a fare alcuni esempi che riguardano questa “Coscienza familiare cieca” che regola l’equilibrio di compensazione fra i vari membri.

Una signora in un seminario racconta la sua ansia per via delle tendenze suicide della figlia che da qualche settimana si fanno sempre più frequenti, nella rappresentazione del sistema familiare emerge che la prima moglie del nonno della signora è morta di parto.

Questo avvenimento in una famiglia è vissuto con tale drammaticità che si tende a rimuovere i sentimenti e la consapevolezza ad esso collegati, così la donna viene dimenticata, anche se proprio con la sua morte ha fatto posto ad un’altra persona(la seconda moglie). Non viene però dimenticata dall’istanza interiore della famiglia per cui risulta che la signora e la figlia sono identificate con questa donna morta di parto di cui magari non hanno mai saputo nulla.

La figlia inoltre, con i suoi tentativi di suicidio, sembra portare in atto , per amore, la tendenza “lo faccio al posto tuo”, per trattenere la madre in vita.

La soluzione è possibile quando la prima moglie viene rimessa in scena e onorata nel suo sacrificio e quando la figlia non cerca più di sostituirsi alla madre e al suo destino.

Un’altra signora racconta di incidenti continui del giovane figlio, nella messa in scena della costellazione familiare emerge che la donna è stata precedentemente fidanzata ad un giovane scomparso in guerra e dimenticato, così il figlio tenta inconsciamente di seguirlo nel suo destino, la soluzione in questo caso è molto chiara, ci si inchina profondamente davanti al rappresentante del fidanzato dicendo: “Tu hai un posto nel mio cuore, e rimani il primo, mi sono sposata e ho questo figlio, guardaci benevolmente”.Queste si chiamano Frasi risolutrici.

Quindi, per amore ci si ammala e spesso si muore anche, un amore cieco e arcaico che colpisce, è il caso di dirlo, proprio i membri più fragili, i bambini. I bambini non possono sottrarsi a questa istanza, loro farebbero tutto per i genitori e la coesione del nucleo familiare.

In un libro curato da Gunthard Weber, uno dei più noti terapeuti di Costellazioni in Germania, che ha seguito passo passo il lavoro di Bert Hellinger, si racconta di un padre affranto dalla disperazione per aver una volta rimproverato il figlio che poi si impicca la notte seguente.

A distanza di anni il padre ricorda improvvisamente che, prima del rimprovero, un giorno a pranzo aveva annunciato l’arrivo di un fratellino e il figlio aveva esclamato preoccupatissimo: “ma non c’è abbastanza posto”, quindi si era ucciso per far posto.
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Le Violazioni agli Ordini dell’Amore:

Finchè gli Ordini dell’Amore vengono rispettati e seguiti , possiamo vivere con serenità le nostre relazioni e la vita sarà senza gravi difficoltà o problemi.
Se gli Ordini dell’Amore non vengono rispettati, ci saranno conflitti e problemi nelle relazioni, ci potranno essere anche conseguenze molto gravi come malattie fisiche e psichiche e la morte.
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I Bambini:

I bambini sono i più colpiti dalle violazioni degli Ordini dell’Amore, essi non si possono difendere; nei sistemi familiari i bambini sono quelli che amano di più: pur di mantenere l’appartenenza e la coesione del nucleo, sono pronti a sacrificare tutto, compresa la vita. Spesso si ritrovano immischiati in una situazione di arroganza e superiorità, lo fanno per amore quando cercano di riappacificare i genitori o sostituirsi ad uno di loro. Spesso credendo di far bene si mettono dalla parte di uno dei genitori o addirittura svolgono il ruolo di amici e confidenti.

L’Ordine però non può essere violato, nemmeno per amore. Il senso di equilibrio che abbiamo nell’anima è più forte di questo amore , l’equilibrio si mette dalla parte dell’ordine, anche a costo della felicità e della vita. La soluzione allora è prendere coscienza dell’Ordine e seguirlo con amore e umiltà.

La coscienza del sistema familiare pretende un equilibrio e i bambini sono legati a ciascuno dei suoi membri. Essi provano un profondo senso e bisogno di appartenenza al proprio sistema familiare. Cercando di salvare qualcuno, si sentono in armonia con se stessi e la famiglia. Credono di realizzare qualcosa di utile e si sentono così in diritto di mantenere la propria appartenenza. Poco importa poi se questo processo procura loro un danno o mette in pericolo la loro vita.

La convinzione inconscia di poter guarire una persona amata sacrificando la propria salute o di poter restituire la vita offrendo la propria trova la sua origine nel pensiero magico che fa parte della nostra evoluzione.

Se poi questo processo verrà smascherato, se la persona prende coscienza dell’irretimento, non potrà più agire come prima, comprendendo che il proprio sacrificio non porterà alcun vantaggio, anzi aggiungerà altro dolore al dolore

A ognuno il suo posto